Dopo la Turchia anche il Brasile è in fermento.Tutto accelera come un trampolino di lancio. Le nuove vibrazioni fanno tremare l’intero pianeta.
Venerdì una scossa di terremoto è arrivata sino alle nostre campagne.
L’uomo nuovo è ai blocchi di partenza e freme. Non ha bisogno di gambe bioniche o microchip nel cervello. Appena scoprirà la vastità del proprio potenziale energetico naturale potrà bruciare le tappe con le sole proprie forze.
L’ipertecnologia esaltante dell’elite manipolatrice ci fa da doping: aumenta le prestazioni ma ottenebra la lucidità mentale. La decrescita felice degli estremisti new-green è invece la bolla opposta: sviluppa la coscienza, ma rallenta la prosperità cui abbiamo diritto.
L’estremismo fa da sempre male alla causa ch’esso serve. I tecno-scettici guardano di traverso le esaltazioni farneticanti dei cyber-pazzi, mentre i sociopatici dell’industria faranno il voodoo ai nuovi guru della disintossicazione da consumo.
E i normali cittadini dovranno tornare alle torce a fuoco o passare al nucleare? Laveranno i panni con acqua e cenere o con schiuma ultraveloce urticante?
Io sogno un futuro pulito, abbondante, sereno e... comodo!
Quando la musica del ragionamento cambia, allora il nocciolo d’animo di Uriel si espande sino a farsi tutt’uno con la mela attorno (1). In questo caso sono pronto a fare subito marcia indietro e a correggere il forte scetticismo del mio post precedente. Promuovo prontamente il troglodita ipertechnologicus in “homus”. (Del resto, che senso ha rimanere granitici nelle idee e nei giudizi, quando tutto muta?).
Mi dichiaro subito pronto a tuffarmi nel mondo molecolare e fluido che immagina Uriel e i suoi amici informatici. Certo, mi ci perderei, perché dovrei applicarmi parecchio prima di masticare il nuovo linguaggio cibernetico, però ne varrebbe la candela: servizi vicini e facilmente fruibili, lavori soddisfacenti, ritmi umani, meno fatica, molta libertà espressiva. La contropartita - perdita di possesso e di radici - sarebbe ben poca cosa: se il mondo è ai tuoi piedi e tutti i servizi vicini e accessibili, perché continuare a tenersi il vecchio ego in cassaforte?
La contraddizione in termini della società attuale, che più produce e più chiede sacrifici, che più crea ricchezza e meno la distribuisce, è sotto ai nostri occhi. Non possiamo certo avallare questa brutta piega. Tutto è cambiato nei secoli, ma nulla è cambiato. Dai re agli imperatori, dai feudatari ai grandi potenti della finanza, tutto si è sempre stretto attorno a pochi e solo le briciole al popolo, anche in democrazia.
L’accelerazione del processo di globalizzazione ha per lo meno un merito: quello di aprirci gli occhi sulla reale interdipendenza fra gli uni e gli altri. Se divori tutto come le cavallette prima o poi non avrai più nulla da mangiare nemmeno tu. Chiaro, no?
Detta in parole chiare e nette (2):
«I bastardi globalizzatori non sanno ancora immaginare la furia LOCALIZZATRICE che arriverà quando tutti possiederanno uno smartphone e inizieranno a dilagare le app "cerco qualcosa a breve distanza da me".
Non sanno ancora quanto la logistica più eccezionale del mondo sia perdente in confronto ad un sistema che trova sempre quel che vuoi a poche centinaia di metri da te.
Ecco, direi che l'economia della internet classica, quella che GLOBALIZZA, sta per incontrare una curiosa nemesi nel mondo degli smartphone: quando potrete affittare un'auto parcheggiata a poche centinaia di metri da dove siete*, di comprare un'auto anche se fatta in Polonia schiavizzando neonati non ce ne fregherà nulla».
E allora niente uomini bionici e spersonalizzati, niente perfezioni chirurgiche, ma servizi sinceri e umani. Energie libere e leggere, potenti ma innocue per l’uomo e il suo ambiente. Il tutto in funzione di guadagnare del “tempo libero” da dedicare al proprio sé e capire che ben presto non avremo più bisogno né dei soldi nè della tecnologia!
Costi quello che costi. Se non riuscirò a stare al passo coi tempi mi scaricherò un Upload!
il m.e.r.lo
P.S. visto la nuova bicicletta volante?!
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Note:
1- http://www.keinpfusch.net/2013/06/due-mondi-e-due-futuri.html
*... nel suo lungo articolo Uriel prevede che le nuove generazioni, invece di possedere e acquistare un’auto (o vestiti lussuosi o servizi specifici ecc..) e aprire muti lunghi e difficili da pagare, preferiranno affittarla solo per il periodo fugace in cui servono davvero, e poi via, liberi di spostarsi e di cambiare. Quindi, ad esempio, col car-sharing o altre offerte del genere si potrà “comunicare” la propria esigenza di usare un’auto il tal giorno e l’app ti indicherà il parcheggio più vicino dove trovare la tal auto da restituire poi come si fa col carrello della spesa o simile.
2 - http://www.keinpfusch.net/2013/06/mondi-futuri.html