Polifemo è un “mito”, lo sappiamo bene, di fantasia ne avevano gli antichi, dalle immaginette mezze animali-mezze umane degli Egizi ai draghi medievali e alle ciarle stregonesche, con false credenze in terre piatte e soli che girano!...
Più indietro e lontano ancora l’iconografia sumerica presenta gli dei-Annunaki con tratti umano animali, con ali, dimensioni gigantesche, grandi occhi e strani copricapi (1).
Di quanto si può retrodatare l’immaginazione dell’uomo? Perché alcuni tratti “simbolici” ritornano e si ripetono in culture e civiltà apparentemente distanti nei tempi, nei luoghi e nei costumi?
La nostra mente ha bellamente coperto ogni ambiguità, significato oscuro o immagini confuse con il velo pietoso della razionalità moderna, ha alleggerito e normalizzato, trasformando l’inspiegabile in allegorie e metafore fantastiche. Ma siamo sicuri di avere esplorato ogni possibilità? E se alcune rappresentazioni astruse fossero veritiere?